Stress e Cervello: Cosa Succede Quando Viviamo in Modalità Allarme

Andrea Beatrice Galeazzi
HÈSERE Project Manager - GreenTime | Psicologa
pubblicato il
01 Luglio 2025
pubblicato il 
01 Luglio 2025

Il Global Health Service Monitor di Ipsos rivela che, per il 31% delle persone intervistate nel mondo, lo stress è una delle maggiori preoccupazioni tra le tematiche sanitarie. In Italia la percentuale è leggermente più alta, circa del 33%.Lo stress è definito come la reazione che il nostro organismo esperisce nel percepire uno squilibrio tra le sollecitazioni cui è sottoposto e le risorse che ha a disposizione. In altre parole, quando le persone sono poste di fronte a difficoltà, situazioni o compiti percepiti eccessivi per le proprie risorse, il loro corpo mette in atto una risposta psicologica e fisiologica, denominata stress.

Gli eventi scatenanti dello stress, i cosiddetti stressors, spaziano tra vari ambiti quali eventi imprevisti, situazioni lavorative e sociali eccessive fino ad eventi della vita sia positivi che negativi, ma di grande impatto per la persona (es. la nascita di un figlio, un lutto o l’uscita di casa di un figlio). Come riporta Selye nella sua teoria dello stress come Sindrome Generale di Adattamento (GAS), di fronte a uno stressor si innesca per prima una reazione di allarme per affrontare lo stimolo, poi una fase di resistenza e di risoluzione. Qualora tuttavia lo stimolo perduri per troppo tempo o sia troppo impattante, l’organismo passa in una fase di esaurimento, perdendo la capacità di fronteggiamento e di normale funzionamento.

Due tipologie di stress

Nonostante l’accezione prettamente negativa data allo stress, di per sé in realtà esso non è che una risposta adattiva ai diversi stimoli cui le persone sono sottoposte, dando il via a una risposta adattiva. Si distinguono difatti due tipologie di stress, Eustress e Distress. Il primo permette l’adattamento alla situazione sfidante che si propone, come una timeline importante sul lavoro o una gara cui partecipare. Permette alle persone di performare al meglio, creando una tensione generativa in termini di agiti e risultati.

Quando tuttavia gli stressors vengono percepiti come eccessivi, da propulsore divengono freno. Il Distress è infatti definito come un sovraccarico di stimoli, o carico allostatico, che non permette all’organismo di adattarsi e reagire, ma ne causa un logoramento. Esso è di fatto corrispondente al tipo di stimolo che causa l’esaurimento nel modello della Sindrome Generale di Adattamento (GAS).

Sintomatologia

I sintomi, che variano da persona a persona, colpiscono l’organismo a livello psicofisico. Essi sono divisibili in quattro macrocategorie:

  • Sintomi fisici: mal di testa, sudorazione, problemi del sonno, dolore al petto, tachicardia, disturbi intestinali;
  • Sintomi comportamentali: aggressività, uso di sostanze, disturbi dell’alimentazione;
  • Sintomi emotivi: ansia, irritabilità, tristezza, senso di impotenza;
  • Sintomi cognitivi: difficoltà di concentrazione, decision making compromesso, pensiero poco lucido.

Neurofisiologia

Il sistema fisiologico umano è programmato per preservare lo stato di omeostasi, quindi di equilibrio, essenziale per il benessere. Come già riportato, questa situazione ottimale è costantemente messa alla prova da agenti esterni, per cui lo stress si configura come uno stato di disarmonia che agisce risposte per ristabilire l’omeostasi. Questa risposta adattiva è mediata da un sistema complesso e interconnesso, a livello cellulare, molecolare ed endocrino. Le componenti chiave del sistema stressogeno sono l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) e il sistema nervoso autonomo (ANS).

Il primo è un sistema neuroendrocrino che si occupa di gestire la risposta stressogena dell’organismo, coinvolgendo ipofisi, ipotalamo e ghiandole surrenali. Il sistema nervoso autonomo, o vegetativo, è invece la parte del sistema nervoso deputata alle risposte automatiche e involontarie, come la respirazione e la frequenza cardiaca. I due sistemi interagiscono con altri centri vitali del sistema nervoso centrale (CNS) e tessuti, mobilizzando una risposta adattiva agli stressors. La disregolazione di questo meccanismo intacca l’omeostasi del corpo, causando come già citato una condizione di carico allostatico eccessivo e uno spettro di manifestazioni cliniche significative.

In conclusione

L’ultima rilevazione dell’Ipsos Global Health Service Monitor ha confermato che più di tre persone su cinque (62%) in 31 paesi si sono sentite stressate al punto da impattare la loro vita quotidiana. In Italia, il 60% degli intervistati ha riferito uno stress quasi paralizzante, il 56% un impatto sulla propria quotidianità, il 48% ha esperito depressione e il 31% non è andato al lavoro per un certo lasso di tempo. All’interno di queste percentuali, sono soprattutto donne e generazioni più giovani ad aver accusato maggiore stress nell’ultimo periodo. La Generazione Z risulta la più impattata con il 54%, seguita dai Millennials la cui percentuale è lievemente inferiore, intorno al 47%. Si evince dunque come lo stress sia una problematica molto comune e diffusa, che impatta una considerevole parte della popolazione e che richiede attenzione. È estremamente importante non sottovalutare la sintomatologia che lo stress comporta, avendo cura di sé stessi e del proprio benessere psicofisico prima che le conseguenze impattino la qualità di vita.

Bibliografia

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