Il ruolo dello psicologo del lavoro nel supporto al disagio lavorativo nell’era dell’Intelligenza Artificiale

Mauro Toffetti
CEO & Co-Founder GreenTime | Psicologo
pubblicato il
15 Giugno 2025
pubblicato il 
15 Giugno 2025

Nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale (IA) e della trasformazione digitale, il disagio lavorativo assume nuove configurazioni che implicano un ripensamento del ruolo dello psicologo del lavoro. L’articolo analizza i servizi psicologici derivabili dall’orientamento professionale in chiave contemporanea, con riferimento all’elaborato “Il contributo dell’orientamento professionale al benessere psicologico nell’era dell’Intelligenza Artificiale” (Toffetti, 2025), evidenziando come le competenze dello psicologo possano sostenere l’adattamento individuale in ambienti VUCAD (Volatili, Incerti, Complessi, Ambigui, Digitali). Le trasformazioni tecnologiche, in particolare l'introduzione massiva dell’IA nei contesti lavorativi, stanno ridefinendo i processi di significazione del lavoro e contribuendo a generare nuove forme di disagio psicologico tra i lavoratori (Toffetti, 2025). In tale scenario, lo psicologo del lavoro assume un ruolo cruciale nella progettazione di servizi di orientamento e consulenza, capaci di mitigare i fattori di rischio e favorire processi di empowerment e adattamento.

I servizi dello psicologo del lavoro per il disagio lavorativo

1. Valutazione del tecnostress e strategie di coping

Uno dei fenomeni emergenti è il tecnostress, definito come un insieme di sintomi cognitivi, emotivi e comportamentali legati all’adattamento forzato alle tecnologie digitali (D’Agostino & Romito, 2023; Toffetti, 2025). Lo psicologo del lavoro può intervenire attraverso:

  • Screening psicodiagnostici del livello di stress correlato all’uso di tecnologie.
  • Training psicoeducativi per la gestione del carico cognitivo.
  • Interventi di counseling individuale o di gruppo focalizzati sulle strategie di coping.

2. Sostegno all’identità professionale e gestione delle transizioni

La digitalizzazione impone spesso una ridefinizione dell’identità professionale, con rischio di perdita di significato e motivazione (Galanti et al., 2023). Il professionista può offrire:

  • Percorsi narrativi di career counseling per la ricostruzione del senso professionale.
  • Interventi ispirati al modello del Life Design per supportare la costruzione flessibile dell’identità lavorativa (Savickas, 2011; Toffetti, 2025).
  • Laboratori riflessivi per favorire l’esplorazione di sé e delle alternative.

3. Interventi per la career adaptability e l’autoefficacia

L’adattabilità di carriera è un fattore protettivo chiave per il benessere lavorativo (Toffetti, 2025). Lo psicologo può operare su:

  • Valutazione e potenziamento delle Career Adaptability Resources (concern, control, curiosity, confidence).
  • Coaching orientativo per rafforzare l’autoefficacia nella gestione delle transizioni.
  • Formazione su soft skills trasversali (es. comunicazione, resilienza, problem solving).

4. Supporto decisionale in contesti di incertezza

Nel contesto VUCAD, l’incertezza e la volatilità del mercato del lavoro generano stress e paralisi decisionale (Cousins, 2018; Toffetti, 2025). Gli psicologi offrono:

  • Counseling orientativo per promuovere consapevolezza, agency e senso di controllo.
  • Tecniche di decision making integrato con strumenti di IA predittiva.
  • Simulazioni e role-play per l’allenamento alle scelte professionali.

5. Mediazione dei conflitti tra persona e organizzazione

L’uso crescente dell’IA nei processi di monitoraggio e valutazione delle performance può causare tensioni e dissonanza organizzativa (Becerra, 2024). Lo psicologo interviene attraverso:

  • Assessment del mismatch tra valori individuali e cultura organizzativa (modello TWA di Dawis & Lofquist, 1984).
  • Facilitazione di processi di job crafting e job redesign.
  • Attività di consulenza organizzativa e supporto alla leadership etica.

6. Promozione del benessere nelle fasi di reinserimento o ricollocamento

Nei casi di disoccupazione o ricollocamento post-automazione, l’orientamento psicologico diventa cruciale. I servizi possibili includono:

  • Bilancio di competenze psicologicamente orientato.
  • Programmi di career transition coaching.
  • Attività di sostegno motivazionale e ridefinizione del progetto di vita.

Conclusioni

L’intervento dello psicologo del lavoro, ridefinito alla luce delle trasformazioni tecnologiche e dei paradigmi dell’IA, si configura oggi come un dispositivo fondamentale per affrontare le nuove vulnerabilità psicosociali del mondo del lavoro. Non si tratta solo di favorire l’occupabilità, ma di promuovere la salute mentale, l’equilibrio identitario e l’autodeterminazione nelle carriere individuali.


Bibliografia

  • Becerra, C. A. N. (2024). El trabajo fantasma en la era de la digitalización: la necesaria protección del trabajo decente en las cadenas de suministro de inteligencia artificial. Relaciones Laborales y Derecho del Empleo.
  • Cousins, B. (2018). Design thinking: Organizational learning in VUCA environments. Academy of Strategic Management Journal, 17(2), 1–18.
  • D’Agostino, L., & Romito, A. (2023). L’evoluzione del mercato del lavoro del comparto sanitario nel contesto della digitalizzazione dei servizi e delle prestazioni.
  • Dawis, R. V., & Lofquist, L. H. (1984). A psychological theory of work adjustment. University of Minnesota Press.
  • Galanti, T., De Vincenzi, C., Buonomo, I., & Benevene, P. (2023). Digital transformation: Inevitable change or sizable opportunity? Administrative Sciences, 13(2), 30.
  • Savickas, M. L. (2011). The self in vocational psychology: Object, subject, and project. Handbook of identity theory and research, 2, 817–834.
  • Toffetti, M. (2025). Il contributo dell’orientamento professionale al benessere psicologico nell’era dell’Intelligenza Artificiale.

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