Chi ha Ucciso l'orsa AMARENA?

Mauro Toffetti
CEO Co-Founder GreenTime | Psicologo
pubblicato il
30 Giugno 2025
pubblicato il 
30 Giugno 2025
Amarena

Nei giorni scorsi è iniziato il processo penale per l’uccisione dell’orsa Amarena, un evento che ha profondamente scosso l’opinione pubblica italiana. Al di là della questione giudiziaria, il caso rappresenta un’occasione per riflettere sul rapporto tra esseri umani e fauna selvatica, un rapporto che non può essere spiegato unicamente in termini razionali o normativi, ma che affonda le sue radici in dinamiche cognitive, affettive e culturali. Proviamo allora a esplorare questo evento alla luce delle teorie psicologiche che analizzano i sistemi di pensiero e i valori umani nel contesto del rapporto con la natura.

La struttura del pensiero umano e i valori verso la natura

Secondo il modello della gerarchia cognitiva elaborato da Manfredo, Teel e Henry (2009), il pensiero umano si struttura su diversi livelli di astrazione: dai valori fondamentali, agli orientamenti valoriali, fino ad arrivare a norme, atteggiamenti e intenzioni comportamentali. In questo continuum, i valori costituiscono il livello più stabile e profondo, mentre le intenzioni comportamentali rappresentano l’espressione più concreta e modificabile.

All’interno del rapporto con la fauna selvatica, emergono due principali orientamenti valoriali:

  • Dominio: la natura è vista come risorsa da controllare e utilizzare per il benessere umano. In questa prospettiva, gli animali selvatici hanno un valore strumentale.
  • Mutualismo: la fauna selvatica è percepita come parte della comunità morale, con cui condividiamo diritti, doveri e spazi.

Questi due orientamenti sono spesso in conflitto e si manifestano in modo evidente nelle reazioni sociali a episodi come l’uccisione di un animale carismatico come l’orsa Amarena.

Cognizione, emozione e cultura: perché reagiamo in modo così diverso

Il nostro legame con gli animali selvatici è il risultato di un intreccio complesso tra evoluzione, esperienze personali e contesto culturale. Studi neuroscientifici e antropologici hanno evidenziato come l’evoluzione del cervello umano sia in parte legata alla necessità di adattarsi a un ambiente naturale complesso e imprevedibile (Barrett, Henzi & Lusseau, 2012). Questo ha contribuito allo sviluppo di capacità cognitive ed empatiche che oggi ci permettono di attribuire significato morale agli animali, ma che sono influenzate dal contesto sociale e culturale in cui viviamo.

Le differenze nei valori che ciascun individuo attribuisce alla fauna selvatica derivano anche dalla cultura dominante, dalle pratiche educative e dalle narrazioni mediatiche. Non a caso, animali come gli orsi o i lupi generano forti reazioni emotive, a volte di ammirazione e altre di timore, che riflettono archetipi culturali profondamente radicati (Kellert, 1996).

Il caso Amarena: un conflitto di valori

La vicenda dell’orsa Amarena diventa così un simbolo potente del conflitto tra due visioni del mondo: da un lato, quella che continua a vedere la natura come spazio da controllare e difendersi; dall’altro, quella che considera gli animali selvatici come membri legittimi del territorio che condividiamo.

Per alcuni, l’uccisione dell’orsa può essere giustificata da esigenze di sicurezza, da una percezione del rischio o da credenze radicate su “pericoli” legati alla fauna. Per altri, rappresenta un atto ingiustificabile di violenza e di prevaricazione, espressione di un paradigma antropocentrico che fatica a evolvere. In entrambi i casi, ciò che emerge è l’urgenza di comprendere e trasformare i valori che guidano i nostri comportamenti nei confronti dell’ambiente.

Serve una svolta culturale e cognitiva

Il caso Amarena non è solo una questione giudiziaria: è una questione valoriale, culturale, e in ultima analisi, evolutiva. Riuscire a cambiare i nostri orientamenti valoriali verso una forma più mutualistica di relazione con la natura richiede non solo leggi e sanzioni, ma un lavoro profondo su educazione, cultura e consapevolezza. Integrare la dimensione cognitiva ed emotiva nelle politiche di conservazione è oggi una sfida necessaria, non solo per la tutela degli animali selvatici, ma per la sopravvivenza stessa di un equilibrio ecologico e psicologico che riguarda anche noi.

Bibliografia

Barrett, L., Henzi, P., & Lusseau, D. (2012). Taking sociality seriously: the structure of multi-dimensional social networks as a source of information for individuals. Philosophical Transactions of the Royal Society B: Biological Sciences, 367(1599), 2108–2118. https://doi.org/10.1098/rstb.2012.0113

Kellert, S. R. (1996). The Value of Life: Biological Diversity and Human Society. Island Press.

Manfredo, M. J., Teel, T. L., & Henry, K. L. (2009). Linking society and environment: A multilevel model of shifting wildlife value orientations in the western United States. Social Science Quarterly, 90(2), 407–427. https://doi.org/10.1111/j.1540-6237.2009.00624.x

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